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martedì, ottobre 03, 2006

Pensate un po'!

La Eolo Auto

di Valerio Gardoni

Chiunque, anche i poco fruitori della televisione come me, hanno avuto prima o poi il modo di vedere la pubblicità di una nota marca di carburante nella quale una barca a vela dopo aver fatto il pieno di benzina se ne andava silenziosa scivolando spinta dal vento, lasciando allibiti automobilisti e polizia. Solo una divertente idea pubblicitaria ? Forse. Sta di fatto che in settimana un amico, Mauro, mi ha scritto una lettera che ha stuzzicato la mia curiosità: “Eolo” un’automobile ad aria compressa.

E' la storia di un idea, di un arguto ingegnere, di una ditta costruttrice, di uno o più stabilimenti, di operai, di un salto in avanti nella qualità della vita e nel rispetto dell’ambiente senza nulla togliere alle nostre “comode” abitudini e di un mistero che si dissolve in … aria.

Tutto inizia al Motorshow di Bologna del 2001 quando Guy Negre, ingegnere progettista di motori per la Formula 1, che ha lavorato alla Williams-Renault per diversi anni, presentava al pubblico una macchina rivoluzionaria: la "Eolo" una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.

Eolo al di fuori era una macchina del tutto simile a tante altre monovolume che viaggiano sulle nostre strade, ma all’interno nascondeva una grande innovazione, Eolo camminava grazie a delle bombole ad aria compressa che alimentavano un motore MDi ( Motor Development International ) di 567cc da 25 CV. Un motore che non funzionava a combustibile, ma grazie a espansine di aria compressa.

La rivoluzionaria macchina era capace di 110 km orari per un’autonomia di 10 ore di funzionamento ininterrotto o 200 Km. La ricarica dell'aria avveniva in 4 ore tramite un compressore elettrico montato a bordo del veicolo; la stessa operazione poteva eseguirsi in stazioni di servizio dove avveniva in soli 3 minuti. L'unico consumo era quello di energia elettrica (corrente a 220 V), il costo del pieno si aggirava sulle vecchie 3.000 lire cioè 1,50 euro.

Molti erano i modelli e tutti avevano l'aria condizionata di serie sfruttando quella che fuoriuscirà dal tubo di scappamento a -30°, l'unica emissione allo scarico era infatti aria. Non essendoci camera di scoppio, né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta. Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice.

Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito venne subissato di richieste di prenotazione; Mauro fu uno dei tanti a mettersi in lista d'attesa. Lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002, si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi e dalle “guerre preventive” per il dominio degli ultimi pozzi di oro nero.

Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si ebbero più notizie.
Sembrava una soluzione immediata al sogno dell’uso dell’idrogeno di chissà quale domani, magari allo stesso prezzo della benzina e a guadagno delle solite multinazionali. Eolo doveva entrare in piena produzione entro il 2002 presso lo stabilimento di Nizza e di Rieti, ma misteriosamente tutto scompare e sembra dissolversi in “aria”…

Eppure qualcosa di certo esiste, ad esempio gli operai della Eolo-Italia che non hanno mai prodotto una sola macchina e sono attualmente in cassa integrazione, il progettista Guy Negre che ha la bocca cucita, i dirigenti di Eolo Auto Italia che rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno. Oggi si parla, forse della prima metà del 2006...
Insomma un giallo di intriganti misteri o altro ?

Mauro un’idea se le fatta, intanto che aspetta che qualcuno gli consegni l’automobile. "Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti. La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati. Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi né di cambi olio, che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza."

Data di pubblicazione: 16/01/2006 - ore 15.01


fonte: www.popolis.it

Altri link:
eoloauto.it
eoloauto.com
wikipedia/motore ad aria compressa